Approfondimento
Plasma arricchito di piastrine (PRP): cos'è e a cosa serve?

Plasma arricchito di piastrine (PRP): cos'è e a cosa serve?

Il plasma arricchito in piastrine (Platelet-Rich Plasma) comunemente indicato con l’acronimo P.R.P., è un prodotto di derivazione ematica studiato da numerosi anni in diverse branche della medicina in relazione al fatto che le piastrine, di cui è ricco il P.R.P., rilasciano  numerose sostanze che promuovono la riparazione tissutale e influenzano il comportamento di altre cellule modulando l’infiammazione e la neoformazione di vasi sanguigni.

Il Plasma arricchito di Piastrine (PRP) offre quindi al paziente valide risposte per trattare artrosi ed esiti di traumatismi (anche sportivi) resistenti ai farmaci ed alle altre terapie. Nei più giovani, stimola i processi di autoriparazione, mentre nelle persone più mature è efficace contro le infiammazioni.  In entrambi i casi, il dolore si riduce e il paziente può riprendere la propria vita attiva.

L’utilizzo di antidolorifici/antiinfiammatori, che generalmente costituisce il primo approccio terapeutico, può notoriamente avere degli effetti collaterali anche gravi soprattutto a livello gastrico e cardiaco, quindi non è una risposta valida ad un problema che tende a diventare cronico. 

Le infiltrazioni di cortisone, utilizzate da molti anni, benché efficaci, non possono essere ripetute troppo frequentemente, a causa dei loro effetti nocivi sulle cartilagini e sui tessuti connettivi.

Un approccio radicalmente diverso è rappresentato invece dal ricorso ai protocolli della Medicina Rigenerativa, basati su tecniche orientate alla riparazione dei tessuti danneggiati. 

Il trattamento di questo tipo più semplice e largamente diffuso è costituito dalle infiltrazioni di acido ialuronico, sostanza fisiologicamente presente nella cartilagine e nel liquido sinoviale, sintetizzata in forma viscosa ed utilizzata per le sue proprietà lubrificanti e nutritive.

Un trattamento più interessante ed ambizioso è quello con il PRP (plasma arricchito di piastrine) che ha lo scopo di innescare un processo di autoriparazione dei tessuti partendo da elementi vitali dello stesso paziente. Le piastrine infatti sono un componente del sangue ad alto contenuto di fattori di crescita.

Ma come funziona?

La procedura consiste nell'eseguire un prelievo di sangue al paziente e di processarlo immediatamente con un'attrezzatura dedicata, ottenendo un concentrato di piastrine molto ricco di fattori di crescita. Il “gel piastrinico” viene quindi iniettato nell'articolazione o nel tessuto tendineo interessato.

Il paziente dopo un breve periodo di osservazione può tornare tranquillamente a domicilio. In genere è possibile riprendere fin da subito le proprie occupazioni quotidiane, purchè non eccessivamente pesanti dal punto di vista fisico. Sarà comunque l’ortopedico a dare, in base alla specifica situazione, le prescrizioni cui attenersi.

I benefici a breve termine comunemente riscontrati a seguito di questa procedura sono una diminuzione del dolore e un miglioramento della funzionalità in assenza di effetti collaterali. A lungo termine il trattamento con PRP dovrebbe portare ad un arresto della progressione del processo degenerativo.

Il PRP viene impiegato per tendinopatie acute e croniche a livello di:

  • epicondilo (gomito del tennista)/epitroclea (gomito del golfista)
  • tendine d’Achille;
  • cuffia dei rotatori;
  • tendine rotuleo;
  • fascia plantare;
  • gran trocantere;

e per lesioni cartilaginee (iniziale artrosi, osteocondriti) a livello di: 

  • ginocchio;
  • caviglia.

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