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Glaucoma

Il glaucoma è una malattia cronica che colpisce progressivamente il nervo ottico e che può portare alla cecità.

Che cos'è il glaucoma?

Conosciuto come “il ladro silenzioso della vista”, il glaucoma è una malattia oculare che, nella sua forma cronica (la più frequente: interessa circa il 2% della popolazione adulta), è causata da un aumento della pressione oculare (assente nelle rare forme di glaucoma a bassa pressione), che danneggia progressivamente il nervo ottico. I danni al nervo ottico (il nervo responsabile della trasmissione delle informazioni visive al cervello) si manifestano con una iniziale perdita del campo visivo nelle porzioni più periferiche che progressivamente si amplia alle porzioni centrali del campo visivo arrivando a compromettere completamente la vista.

Cause del Glaucoma

La familiarità rappresenta un importante fattore di rischio per lo sviluppo del glaucoma. Altri fattori di rischio che possono aumentare la probabilità di sviluppare la malattia sono l’età, i traumi oculari, il diabete, una prolungata terapia con farmaci cortisonici e la miopia. La malattia si sviluppa quando nell’occhio (dove normalmente è attivo un processo costante di produzione e riassorbimento di umore acqueo attraverso il circolo sanguigno) il drenaggio dell’umore acqueo inizia a rallentare producendo un aumento della pressione oculare che può causare un danno al nervo ottico. In alcuni casi il nervo ottico si danneggia anche senza un aumento della pressione, probabilmente per una riduzione dell'apporto di sangue allo stesso nervo.

Sintomi

Nella fase iniziale l'aumento della pressione è asintomatico per il paziente. Solo quando il nervo ottico è molto danneggiato si iniziano ad avere i primi disturbi (difficoltà alla guida oppure si urtano gli oggetti per una riduzione laterale del campo visivo). Per questo motivo i controlli oculistici periodici preventivi sono molto importanti.

Diagnosi

La diagnosi viene in genere fatta dall’oculista durante una normale visita di controllo e si basa sulla presenza di un aumento della pressione oculare (>21 mm/Hg) o sul rilevamento di un allargamento patologico dell’escavazione della papilla ottica (testa del nervo ottico). La diagnosi deve essere poi confermata con l’esecuzione di un esame del campo visivo che mette in evidenza i danni funzionali eventualmente presenti. Nelle prime fasi della malattia il campo visivo può essere ancora normale e risulta molto utile analizzare lo strato delle fibre nervose (che formano il nervo ottico) per evidenziare eventuali danni iniziali alla struttura. Per queste indagini vengono impiegato strumenti computerizzati (OCT) in grado di misurare con estrema precisione lo spessore dello strato delle fibre nervose attorno alla testa del nervo ottico.

La sfida dell’oftalmologia si orienta sempre di più sul versante della diagnostica: tanto prima si riscontra la malattia, tanto migliori sono le possibilità di cura e di contenimento del danno. La perimetria, così come l’analisi computerizzata della retina e del nervo ottico, rappresenta quindi uno strumento prezioso per l’oculista, e l’affinamento delle tecniche diventa importantissimo per un miglioramento costante dei risultati ottenuti su pazienti a forte rischio di invalidità. Rispetto al passato, proprio grazie a queste tecniche, tuttora in evoluzione, sono stati compiuti importanti progressi.

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