Approfondimento

Animali e benessere

IL GATTO FA BENE ALL'UMORE!

La dottoressa Spreafico spiega il beneficio che deriva dalla presenza di un micio in casa

Sul legame di attaccamento tra i gatto e gli umani si sofferma la dottoressa Sara Spreafico, psicologa psicoterapeuta presso il Policlinico Città di Udine. I gatti sono talvolta descritti come indipendenti, scarsamente affettuosi e addirittura poco affezionati ai loro proprietari. 
Ma come stanno realmente le cose? Che cosa ne pensa, anche dal punto di vista delle neuroscienze, la psicoterapeuta?
 “Studi che hanno indagato l’attaccamento tra gatti domestici ed esseri umani, contrariamente alla credenza popolare, evidenziano come i felini possano essere affezionati e attaccati ai loro umani – spiega la dottoressa Spreafico -. Gli scienziati hanno infatti riscontrato differenze significative nel comportamento dei gatti quand’essi erano soli, con il loro proprietario o con un estraneo. I felini manifestavano maggiori comportamenti di esplorazione quando il loro proprietario era presente rispetto a quando erano soli o in compagnia di un estraneo, inoltre essi seguivano il proprietario ma mai lo sconosciuto. Mostravano un comportamento maggiormente attento e di allerta quando lo sconosciuto era presente. Molti di questi comportamenti indicano che i gatti sono in grado di formare legami di attaccamento con i loro proprietari. Questi e altri studi sulla cognizione dei gatti stanno fornendo importanti contributi al fine di comprendere il loro comportamento, che è ancora poco conosciuto e studiato. Sicuramente una maggiore comprensione del comportamento dei gatti domestici e della nostra influenza potrà portare a interazioni umano-gatto migliori.”
Quali sono i benefici che possono derivare dall’interazione tra uomo e gatto?
“E’ noto – spiega a questo proposito la dottoressa Spreafico - come pubblicato dall’ American Psychological Association (APA), l’associazione di riferimento per tutta la psicologia moderna e contemporanea, che gli animali domestici, soprattutto cani e gatti, sono fonti di supporto sociale, fornendo positivi benefici sia psicologici sia fisici per i loro proprietari”. Del resto, l’utilizzo di animali da compagni ai fini di “Pet Therapy” (in italiano TAA, Terapia Assistita dall’Animale, ndr) è stato riconosciuto come una cura ufficiale in Italia con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 febbraio 2003.
“Per esempio – conclude la dottoressa Spreafico - può aiutare i soggetti più deboli e a maggior rischio di isolamento, quali bambini alle prese con disagio psichico, e anziani, a trovare nella cura all’animale una spinta alla motivazione personale; coccolare il micio di casa aumenta le endorfine, ormoni del benessere, ed abbassa il cortisolo, ormone dello stress. Le fusa, poi, sono un induttore di tranquillità piuttosto riconosciuto”.
Accarezzare un gatto, inoltre, abbassa la pressione sanguigna. A dimostrarlo un gruppo di ricercatori della University of Minnesota, in uno studio presentato al congresso dell’American Stroke Association a New Orleans. Secondo lo studio effettuato su un campione di circa 4500 adulti tra i 30 e i 75 anni, possedere un gatto riduce addirittura del 40% il rischio di infarto fatale e di ictus.
«Gli effetti dello stress e dell’ansia sui danni cardiovascolari sono noti – spiega Adnan Qureshi, fondatore di un riconosciuto Centro di Ricerca dedicato allo stroke e autore della ricerca – e gli animali domestici offrono molti benefici nel contrastarli».

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